Catania sotterranea: itinerario tra arte e leggende
La città di Catania è stata colpita, nel corso degli anni, da innumerevoli eventi distruttivi che hanno portato alla sepoltura o semi-sepoltura di numerosi siti.
Sul nostro blog è possibile consultare un itinerario pensato per la visita e l’esplorazione di questi siti, della loro storia e di qualche speciale curiosità.
Abbiamo pensato, per i turisti interessati ad immergersi nella storia più antica, ad un tour, dalla durata di circa due ore e mezza, da seguire a piedi per immergersi tra la storia, le attrazioni e la cultura tipica della nostra città.
Tappe del tour
- Anfiteatro Romano
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Partendo da piazza Stesicoro, la prima tappa del tour prevede una visita all’Anfiteatro Romano, simbolo dell’antica Catania Romana, costruito nel II secolo, ai margini settentrionali della città antica, a ridosso della collina Montevergine che ospitava il nucleo centrale dell’abitato.
L’anfiteatro di Catania è strutturalmente il più complesso degli anfiteatri siciliani, nonché il più grande della Sicilia; appartiene al gruppo delle grandi fabbriche ed è, per dimensioni, il secondo monumento romano più grande dopo il Colosseo. Venne costruito principalmente con la pietra lavica dell’Etna e solo in parte fu ricoperto da marmo, per questo fu definito dal giornalista Giorgio Romeo come “Colosseo nero”.
L’edificio presentava un’arena pianeggiante di forma ellittica, coperta da sabbia e circondata da gradinate in muratura che potevano ospitare oltre 15.000 spettatori tra posti a sedere e posti in piedi; probabilmente era prevista anche una copertura con grandi teli per il riparo dal sole o dalla pioggia, sostenuti da un sistema di travi e blocchi di pietra, di cui rimane ancora traccia.
Nell’anfiteatro romano si svolgevano combattimenti tra gladiatori armati in vari modi e spettacoli con animali, le cosiddette venationes, ossia spettacoli che prevedevano la caccia ritualizzata o il combattimento tra uomini e animali.
L’edificio rimase in uso probabilmente fino al IV secolo d.C., quando si installarono al suo interno botteghe di commercianti e artigiani fino al VI-VII secolo d.C, successivamente fu ridotto a “cava di pietra” fino al terremoto del 1693 che segnò l’inizio della copertura per la costruzione di edifici, ad esclusione della porzione ritornata alla luce. Infatti, ad oggi dell’anfiteatro romano di Catania sono visibili parte dell’arena, il muro del podio, parte dell’ambulacro e delle gradinate soprastanti.
Tariffe e orari
Il biglietto d’ingresso per l’anfiteatro è fissato a 4 euro, con riduzioni per studenti universitari, scuole, anziani oltre i 65 anni, militari e cittadini residenti. Ingresso gratuito, invece per disabili, bambini minori di 10 anni, guide turistiche e giornalisti. L’orario estivo per le visite ai resti dell’Anfiteatro è continuativo, ogni giorno, dalle ore 9 alle 19,00 (ultimi accessi alle 18,30).
2. Chiesa di San Gaetano alle Grotte
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Terminata la visita all’anfiteatro romano, il tour potrebbe proseguire con la visita alla Chiesa di San Gaetano alle Grotte, risalente all’Ottocento situata in piazza Carlo Alberto 74, all’ingresso della piazza della “Fera ‘o Luni”, nel cuore della città. La chiesa sorge sulle rovine di un edificio religioso risalente al 261 d.C. che si chiamava Chiesa di Santa Maria della Grotta, più volte distrutta e ricostruita; l’ultima ristrutturazione risale al 1800 per volere della confraternita di San Gaetano, da cui prese il nome.
Il sottosuolo della chiesa nasconde una grotta lavica preistorica, alla quale si accede da una ripida scalinata; la leggenda narra che questa grotta sia stata dapprima utilizzata come cisterna, successivamente come sepolcro in cui si dice sia stato anche depositato il corpo di Sant’Agata ed infine adibita a cappella in età bizantina, all’interno della quale spiccano un pozzo riutilizzano come fonte battesimale e una colonnina con capitello intagliata nella roccia.
Tariffe e orari
La chiesa è accessibile dal lunedì alla domenica dalle 09.30 alle 12:00 e dalle 17:00 fino alle 20:00.
3. Fontana dell’Amenano
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Giunti a questo punto, quello che vorremmo consigliare ai nostri lettori, curiosi turisti della splendida Catania, è di fare una passeggiata lungo via Etnea, fino ad arrivare in piazza Duomo, in cui è possibile ammirare la fontana dell’Amenano, la quale prende il nome dall’omonimo fiume che le scorre sotto.
Il fiume Amenano riforniva di acqua, a vista, l’intera città di Catania fino alla più devastante eruzione dell’Etna, avvenuta del 1669, che seppellì gran parte del suo corso d’acqua ed interamente anche il lago Nicito, che con i suoi 36 canali alimentava i rami del fiume. Originariamente, il fiume Amenano correva dal viale Mario Rapisardi fino a piazza Santa Maria di Gesù, per poi proseguire in direzione ovest verso il monastero dei Benedettini lungo via Botte dell’Acqua per dividersi poi in tre rami: il primo si dirigeva verso la pescheria e villa Pacini, il secondo verso il teatro romano e piazza Duomo, mentre il terzo verso le terme Achilliane, terminando al porto.
Ad oggi, tra i siti dove è possibile ammirare il corso del fiume Amenano, è possibile citare Villa Pacini (giardino dedicato al compositore catanese Giovanni Pacini, a pochi passi da Piazza Duomo, lungo il quale scorre l’ultima parte del fiume che scende verso il mare) e la sopracitata Fontana dell’Amenano. Questa fontana fu costruita nel 1867 in marmo di carrara dal maestro Tito Angelini per “incanalare” il fiume che spesso causava allagamenti alla piazza. Questa fontana è conosciuta dai catanesi come “funtana dell’acqua o linzolu”, in quanto l’artista che l’ha realizzata ha voluto rappresentare il fiume Amenano come un giovane che tiene una cornucopia dalla quale fuoriesce dell’acqua che si riversa in una vasca dal bordo bombato e produce un effetto cascata che dà la sensazione di un lenzuolo, finendo nel fiume sottostante.
Il fiume Amenano prende il suo nome dalla divinità greca omonima, raffigurata con il corpo di toro e il volto umano, raffigurato in molte monete risalenti al V secolo a.C.; secondo una leggenda popolare, il fiume sarebbe nato da una ninfa innamorata di un pastore catanese ma non corrisposta, che addolorata trasformò le sue lacrime in un flusso d’acqua perenne che diede origine al fiume stesso.
Alle spalle della fontana, una scalinata lavica conduce alla Pescheria, antico mercato cittadino e tra le maggiori attrazioni folcloristiche della città.
4. Terme Achilliane
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Arrivati a questo punto, il tour alla scoperta di Catania sotterranea potrebbe proseguire ancora con una visita alle Terme Achilliane, alle quale si accede tramite una porta posta sul lato destro della facciata della Cattedrale situata sempre in Piazza Duomo. Il complesso termale rappresenta uno degli edifici più significativi di età romano-imperiale a Catania, coperto dall’eruzione lavica del 1669 e dal successivo terremoto del 1693 e riportato alla luce per volere del Principe di Biscari, Ignazio Paternò Castello, nel Settecento.
Le strutture dell’edificio si sono conservate intatte; dell’impianto originale si conserva una camera centrale di forma quadrata, il cui soffitto presenta volte a crociera sorrette da quattro imponenti pilastri; all’interno della vasca rivestita in marmo è ancora visibile una struttura di ferro alla quale probabilmente i bagnanti si appoggiavano per entrare in acqua. Inoltrandosi nella parte occidentale dell’edificio è possibile scorgere il fiume Amenano che scorre oltre alle fondamenta della Fontana dell’Elefante, simbolo di Catania, posta al centro di Piazza Duomo. Nelle volte della stanza quadrata sono ancora visibili gli affreschi di epoca classica che rappresentano scene di carattere agreste e tralci di vite, dalle quali deriva il nome di “bagno di Bacco”, utilizzato nel passato da alcuni storici per identificare questo complesso termale, mentre i pavimenti (di cui si conservano labili tracce) erano in marmo.
Negli ultimi scavi del 2003 sono, inoltre, state riportate alla luce le due rampe di scale che conducevano al secondo livello dell’edificio, che doveva essere ben visibile dal mare.
Tariffe e orari
Il biglietto d’ingresso intero ha un costo di 5 euro dal lunedì al sabato, 3 euro solo la domenica.
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One Comment
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Articolo davvero ben strutturato e ricco di informazioni utili. Catania è una città dal fascino particolare, capace di coniugare storia, architettura e tradizioni culinarie in modo armonioso. Le curiosità sulla città arricchiscono ulteriormente la lettura, offrendo uno sguardo più approfondito sul contesto culturale e storico. Un contributo prezioso per chi desidera esplorare Catania con consapevolezza e autenticità.